
Il tribunale statunitense emette una nuova sentenza! La norma sulle restrizioni relative al decaBDE viene rinviata all’EPA per una rivalutazione
Aggiornato il
Il 13 maggio 2026, la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Nono Circuito ha emesso una decisione fondamentale. Un collegio di tre giudici ha stabilito all’unanimità che la norma 2024 emanata dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti (EPA) che disciplina l’etere decabromodifenilico (decaBDE) presentava significative carenze giuridiche. La Corte ha stabilito che la decisione dell’EPA di esentare il riciclaggio, i rifiuti solidi e le acque reflue da un’ulteriore regolamentazione «non era supportata da prove sostanziali». Di conseguenza, la Corte ha accolto i ricorsi per il riesame presentati dai ricorrenti (organizzazioni ambientaliste e la tribù Yurok) e ha rinviato la norma all’EPA per ulteriori procedimenti.
1. Oggetto della controversia: impatto ambientale e sanitario del decaBDE
Il decaBDE è un ritardante di fiamma bromurato additivo precedentemente utilizzato su larga scala in apparecchiature elettriche ed elettroniche, elettrodomestici, automobili e componenti aerospaziali. Le prove scientifiche indicano che il decaBDE è una sostanza chimica altamente pericolosa, persistente, bioaccumulabile e tossica (PBT) che danneggia il sistema immunitario, riproduttivo, nervoso ed endocrino umano ed è un noto cancerogeno. Poiché è altamente resistente alla degradazione e si bioaccumula nella catena alimentare, il Congresso, attraverso la legge Lautenberg del 2016 sulla sicurezza chimica (TSCA Sezione 6(h)), ha imposto all’EPA di adottare «misure rapide» per disciplinare rigorosamente tali sostanze. Tuttavia, la regolamentazione di questa sostanza negli ultimi cinque anni ha dato luogo a molteplici cicli di contenzioso tra gruppi ambientalisti, tribù di nativi americani e industria.
2. Cinque anni di battaglia legale: la cronologia normativa
La cronologia normativa riflette un conflitto continuo tra le parti contrapposte:
6 gennaio 2021: L’EPA ha pubblicato la sua norma definitiva iniziale del 2021 ai sensi della sezione 6(h) del TSCA.
19 marzo 2021: Insoddisfatta delle diverse esenzioni per l’industria lasciate nella norma 2021, Earthjustice, in rappresentanza di Alaska Community Action on Toxics, della tribù Yurok e di altri co-ricorrenti, ha intentato cause contestando la regolamentazione.
23 giugno 2022: Il Nono Circuito ha accolto la mozione dell’EPA per un rinvio volontario. L’EPA ha riconosciuto la necessità di rivalutare la norma a seguito del cambio di amministrazione e dell’attenzione pubblica, e la Corte ha sospeso il procedimento.
19 novembre 2024: A seguito di una rivalutazione durata due anni e di un periodo di consultazione pubblica, l’EPA ha emanato la sua norma riveduta del 2024. Sebbene questa versione abbia stabilito una soglia 0.1% per le impurità non intenzionali e limitato gli scarichi di acque reflue durante la produzione, l’EPA ha ribadito esplicitamente che non avrebbe imposto ulteriori norme sul riciclaggio della plastica, sulle discariche di rifiuti solidi o sui fanghi di depurazione.
12 dicembre 2024: Citando l’inazione normativa dell’EPA sul riciclaggio della plastica (che rischia di consentire al ritardante di fiamma cancerogeno di contaminare utensili da cucina in plastica nera e giocattoli per bambini) e il suo impatto sugli ecosistemi tribali, Earthjustice ha guidato i ricorrenti nella presentazione di un altro ricorso per il riesame, sostenendo che la norma 2024 fosse ancora illegittima.
13 maggio 2026: Il Nono Circuito ha emesso la sentenza definitiva, pronunciandosi a favore dei ricorrenti. La Corte ha concluso che la decisione dell’EPA di esentare le acque reflue, il riciclaggio e i rifiuti solidi da un’ulteriore regolamentazione era priva di prove sostanziali e ha rinviato la questione all’agenzia.
3. Rinvio senza annullamento: implicazioni per l’industria
Sebbene la norma sia stata rinviata, la Corte ha applicato il principio del «rinvio senza annullamento». Ciò significa che la norma 2024 rimane in vigore mentre l’EPA elabora una versione più rigorosa. Le aziende regolamentate devono continuare a rispettare gli attuali divieti di produzione, lavorazione e distribuzione commerciale, nonché i requisiti di eliminazione graduale.
Nella sua norma 2024, l’EPA ha cercato di giustificare le esenzioni per i rifiuti solidi, gli scarichi di acque reflue e i fanghi di depurazione sostenendo che le esposizioni ambientali fossero basse e i costi di conformità sproporzionati. Tuttavia, a seguito della nuova sentenza, è probabile che l’EPA sia costretta a inasprire gli standard per lo scarico delle acque reflue, limitare i materiali riciclati e imporre requisiti più severi per le discariche di rifiuti solidi.
I requisiti previsti aumenteranno gli oneri amministrativi e di controllo dell’EPA e faranno crescere i costi di conformità della catena di approvvigionamento per le industrie. Di conseguenza, l’EPA subirà una pressione significativa da parte dell’industria, difendendo contemporaneamente il proprio operato dalle organizzazioni ambientaliste. Conciliare la salute pubblica con i costi economici rappresenta una grande sfida amministrativa per l’EPA in futuro.
4. Armonizzazione normativa globale sul decaBDE
Da una prospettiva globale, questa sentenza giudiziaria statunitense è in linea con gli sforzi internazionali volti a eliminare le sostanze chimiche pericolose. Il decaBDE è elencato nell’allegato A (eliminazione) della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti. L’Unione europea ne ha vietato la produzione, l’uso e la commercializzazione ai sensi del Regolamento POP dell’UE ((UE) 2019/1021) nel 2019, stabilendo nel contempo limiti rigorosi per i contaminanti in tracce non intenzionali e i materiali riciclati. Analogamente, il Ministero cinese dell’Ecologia e dell’Ambiente e altre autorità hanno attuato una graduale eliminazione completa del decaBDE attraverso il Piano d’azione per il controllo dei nuovi inquinanti e l’Elenco dei nuovi inquinanti prioritari soggetti a controllo. Sebbene l’eliminazione globale del decaBDE sia certa, la gestione dei rischi associati alle discariche storiche e al riciclaggio della plastica rimane una sfida costante per le agenzie di regolamentazione e le catene di approvvigionamento di sostanze chimiche in tutto il mondo.
5. Raccomandazioni normative di REACH24H
Considerato l’inasprimento del contesto normativo, REACH24H raccomanda alle imprese interessate di verificare la conformità attuale, monitorare attentamente il prossimo processo normativo e adottare strategie personalizzate in base alla propria posizione nella catena di approvvigionamento:
Produttori a valle ed esportatori verso gli Stati Uniti (elettronica, elettrodomestici, settore automobilistico e componenti): Garantire che, su richiesta degli importatori statunitensi, sia possibile fornire documentazione attestante che i prodotti sono «privi di decaBDE». Le aziende dovrebbero rafforzare la verifica della catena di approvvigionamento e accelerare gli sforzi di sostituzione per eliminare gradualmente il decaBDE in linea con le tendenze normative globali.
Riciclatori e trasformatori statunitensi (riciclaggio della plastica, gestione dei rifiuti, industrie della compoundazione): Monitorare le successive proposte normative relative ai limiti degli scarichi di acque reflue, alle restrizioni sui materiali riciclati e agli standard per le discariche di rifiuti solidi. Le aziende sono invitate a partecipare attivamente ai periodi di consultazione pubblica per sostenere periodi di transizione ragionevoli o esenzioni tecniche, così da ridurre al minimo le perturbazioni delle proprie catene di approvvigionamento.
Appendice: guida rapida alla conformità attuale al decaBDE negli Stati Uniti
Nota: in base al principio del «rinvio senza annullamento», i seguenti requisiti rimangono giuridicamente vincolanti ed esecutivi:
1. Divieti e restrizioni fondamentali
Divieti generali:
La produzione e la lavorazione del decaBDE e dei prodotti contenenti decaBDE sono vietate dall’8 marzo 2021.
La distribuzione commerciale del decaBDE e dei prodotti contenenti decaBDE è vietata dal 6 gennaio 2022.
Restrizioni sugli scarichi idrici: Dal 21 gennaio 2025, lo scarico di decaBDE nelle acque durante la produzione, la lavorazione e la distribuzione è rigorosamente vietato.
Soglia di esenzione: I prodotti nei quali il decaBDE è presente come impurità non intenzionale a una concentrazione inferiore a 0.1% in peso sono esentati dal divieto.
2. Tempistiche di eliminazione graduale degli usi (esenzioni con date di scadenza)
La produzione, la lavorazione o la distribuzione per i seguenti usi sono vietate dopo le date specificate:
Tende ospedaliere: Vietate dal 6 luglio 2022.
Fili e cavi per centrali nucleari: Vietati dal 6 gennaio 2023 (la distribuzione è consentita per il restante periodo di vita utile).
Nuovi componenti aerospaziali: Vietati dall’8 gennaio 2024 (l’importazione, la lavorazione e la distribuzione di veicoli aerospaziali o componenti di ricambio contenenti decaBDE sono vietate al termine della loro vita utile).
Componenti di ricambio per autoveicoli: Vietati al termine della vita utile del veicolo o 2036, a seconda di quale evento si verifichi per primo.
Pallet di plastica per la spedizione: I pallet prodotti prima dell’8 marzo 2021, possono rimanere in distribuzione fino al termine della loro vita utile.
3. Esenzione per il riciclaggio della plastica
Il riciclaggio e la distribuzione di plastica contenente decaBDE sono consentiti, a condizione che non venga aggiunto nuovo decaBDE durante il processo di riciclaggio o compoundazione.
4. Requisiti di protezione dei lavoratori (in vigore dal 21 gennaio 2025)
Gli stabilimenti che effettuano la produzione e la lavorazione non esentate del decaBDE devono attuare i seguenti controlli:
Aree regolamentate: Definire aree regolamentate delimitate, con accesso controllato e confini chiaramente identificati.
Protezione delle vie respiratorie: Imporre l’uso di respiratori che garantiscano un livello di protezione almeno equivalente a quello di un respiratore approvato dal NIOSH N95 (Fattore di protezione assegnato [APF] pari a 10).
Protezione dermica: Richiedere ai lavoratori di indossare guanti impermeabili resistenti agli agenti chimici e indumenti protettivi.
Formazione: Attuare una formazione obbligatoria prima dell’assegnazione al lavoro, con un aggiornamento annuale obbligatorio.
Cartelli di avvertimento: Affiggere cartelli di avvertimento multilingue agli ingressi delle aree regolamentate in cui vengono riciclati pallet di plastica contenenti decaBDE.
5. Conservazione dei documenti e notifica delle esportazioni
5 anni di conservazione: Le entità soggette alla normativa devono conservare i normali documenti aziendali (ad es. fatture, polizze di carico) contenenti dichiarazioni di conformità per 5 anni dalla data di emissione, soggetti all’ispezione dell’EPA.
Notifica delle esportazioni: Qualsiasi esportazione di fili o cavi contenenti decaBDE destinati a impianti di generazione di energia nucleare richiede una notifica di esportazione all’EPA ai sensi della Sezione 12(b) del TSCA.
Non sai da dove iniziare? I nostri esperti di conformità normativa sono pronti ad aiutarti.
E-mail: customer@reach24h.com

Scritto da
REACH24H Chemicals Compliance Team
REACH24H
Il team di REACH24H specializzato in sostanze chimiche offre servizi integrati, tra cui consulenza per l’accesso ai mercati globali, registrazione delle sostanze chimiche, valutazioni della sicurezza delle sostanze chimiche pericolose e formazione personalizzata. Coprendo i mercati di Cina, UE, Regno Unito, Nord America, Russia, Turchia, Giappone, Corea del Sud, Sud-est asiatico, India, Australia e Nuova Zelanda, abbiamo assistito oltre 10,000 imprese chimiche in tutto il mondo.
