
Requisiti della dichiarazione di importazione di sostanze chimiche in Vietnam: le autorità doganali esaminano le prassi di divulgazione del 100% dei componenti
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Il 14 aprile 2026, il Dipartimento generale delle dogane del Vietnam (GDVC) ha emesso la Lettera ufficiale n. 15269/CHQ-GSQL, chiedendo ai sottodipartimenti doganali locali di riferire in merito alle modalità di applicazione dei requisiti per la dichiarazione delle importazioni di sostanze chimiche dal 1 gennaio 2026, in particolare nei casi in cui agli importatori è stato chiesto di fornire informazioni sul 100% dei componenti.
La revisione non stabilisce in questa fase una nuova regola nazionale uniforme in materia di divulgazione, ma segnala controlli doganali più rigorosi e mette in evidenza un rischio di conformità crescente per le aziende che esportano in Vietnam sostanze chimiche, miscele e formulazioni proprietarie.
Le dogane vietnamite esaminano le prassi locali relative alle dichiarazioni di importazione di sostanze chimiche
La revisione del GDVC è seguita alle preoccupazioni sollevate dal US-ASEAN Business Council (USABC) il 19 marzo 2026. Secondo la documentazione esaminata, alcune unità doganali avevano iniziato a richiedere informazioni dettagliate sulla composizione chimica per lo sdoganamento delle importazioni, tra cui:
Informazioni complete sui componenti;
Numeri CAS;
Percentuale esatta dei componenti;
Documentazione tecnica di supporto qualora le autorità doganali ritengano necessaria un’ulteriore verifica.
In precedenza, tali richieste venivano generalmente gestite mediante controlli mirati, ispezioni o verifiche caso per caso. La questione attuale non riguarda semplicemente l’esistenza di obblighi di dichiarazione per le sostanze chimiche, bensì la possibilità che alcuni uffici doganali locali applichino aspettative di divulgazione più ampie o rigorose senza indicazioni nazionali coerenti.
Applicazione non uniforme tra gli uffici doganali
Un rapporto presentato dal Sottodipartimento doganale della Regione II ai sensi della Lettera ufficiale n. 3824/HQKV2-NVHQ, datata 20 aprile 2026, indica che le prassi applicative non sono uniformi.
Secondo il rapporto, la Dogana del Parco hi-tech ha richiesto agli importatori di fornire informazioni sul 100% dei componenti, inclusi i numeri CAS e i dettagli sulla composizione, da gennaio 2026. Qualora gli importatori non forniscano informazioni sufficienti, le spedizioni possono essere sottoposte a ispezione fisica, campionamento o ulteriori analisi.
Al contrario, la Regione II e diverse altre stazioni di ispezione di frontiera avrebbero dichiarato di non aver emanato nuove istruzioni obbligatorie che richiedano la divulgazione del 100% dei componenti per le importazioni di sostanze chimiche.
Per gli importatori e i fornitori esteri, tale incoerenza crea incertezza operativa. Il livello di documentazione richiesto per lo stesso prodotto può variare in funzione dell’ufficio doganale, del porto di ingresso, della classificazione del prodotto e del rischio percepito di sostanze sottoposte a controllo.
Contesto giuridico alla base dei controlli più rigorosi sulle sostanze chimiche
L’approccio più rigoroso adottato da alcuni uffici doganali è collegato al più ampio quadro vietnamita di controllo delle sostanze chimiche. La base giuridica citata nella documentazione comprende la Legge sulle dogane, Decreto n. 08/2015/ND-CP, Decisione n. 1921/QD-TCHQ, e aggiornamenti normativi recenti in materia di sostanze chimiche, tra cui il Decreto n. 24/2026/ND-CP, Decreto n. 26/2026/ND-CP, e il Decreto n. 28/2026/ND-CP. Tali strumenti riguardano l’accuratezza delle dichiarazioni doganali, la classificazione dei prodotti, le sostanze chimiche sottoposte a controllo, le sostanze chimiche sottoposte a controllo speciale, le sostanze chimiche soggette a restrizioni e i precursori di stupefacenti.
In pratica, le autorità doganali possono richiedere ulteriori informazioni sul prodotto quando devono verificare se le merci importate contengano sostanze chimiche sottoposte a controllo o precursori di stupefacenti. Ciò è particolarmente rilevante per le miscele chimiche, i prodotti formulati e i prodotti la cui SDS/MSDS non divulga i dettagli completi della composizione.
Tuttavia, la documentazione non indica che il Vietnam abbia formalmente adottato un requisito nazionale uniforme che imponga a tutte le importazioni di sostanze chimiche di divulgare in ogni caso le informazioni sul 100% della composizione. Lo sviluppo attuale dovrebbe pertanto essere inteso come un chiarimento sull’applicazione e un segnale di rischio di conformità, anziché come un obbligo generale di divulgazione confermato.
La protezione dei segreti commerciali resta una sfida fondamentale in materia di conformità
La sfida pratica più significativa è il conflitto tra la trasparenza doganale e la protezione delle informazioni aziendali riservate.
Molti produttori esteri e titolari di formulazioni non divulgano agli importatori i dati completi sulla composizione, poiché tali informazioni potrebbero rivelare formulazioni proprietarie o know-how commercialmente sensibile. Allo stesso tempo, le autorità doganali vietnamite possono richiedere informazioni tecniche sufficienti per determinare se un prodotto rientri nei requisiti di controllo delle sostanze chimiche.
Ciò crea diverse difficoltà pratiche:
Gli importatori potrebbero non avere accesso ai dati completi della formulazione;
I documenti SDS/MSDS standard potrebbero non includere le percentuali esatte dei componenti;
I fornitori esteri potrebbero essere riluttanti a divulgare segreti commerciali agli importatori locali;
Informazioni incomplete potrebbero comportare ispezioni, campionamenti o ritardi nello sdoganamento;
I prodotti che coinvolgono sostanze chimiche sottoposte a controllo o rischi legati a precursori di stupefacenti potrebbero essere sottoposti a verifiche più rigorose.
La Legge vietnamita sulle sostanze chimiche prevede la protezione della riservatezza in determinate circostanze, ma la documentazione indica altresì che le imprese potrebbero comunque dover fornire alle autorità competenti le informazioni riservate necessarie ai fini della conformità.
Le misure di semplificazione proposte restano oggetto di discussione
Il Sottodipartimento doganale della Regione II ha proposto che le autorità competenti valutino la compilazione di un elenco di merci a basso rischio che difficilmente contengono precursori di stupefacenti. Per i prodotti inclusi in tale elenco, le imprese dovrebbero dichiarare soltanto il nome del prodotto e il numero CAS, mentre le autorità doganali effettuerebbero verifiche rispetto all’elenco.
Questa proposta potrebbe contribuire a semplificare lo sdoganamento di alcune merci a basso rischio. Tuttavia, in questa fase non dovrebbe essere considerata un’esenzione attuata o una procedura nazionale confermata. L’approccio potrebbe inoltre presentare limitazioni perché:
I prodotti chimici e le formulazioni sono estremamente diversificati;
Un elenco a basso rischio non può comprendere ogni prodotto legittimo;
Alcune miscele o composizioni proprietarie potrebbero non avere un unico numero CAS;
Le sostanze di nuova concezione potrebbero non avere ancora identificativi CAS assegnati;
I prodotti non inclusi nell’elenco potrebbero comunque essere sottoposti a ulteriori verifiche.
La documentazione suggerisce inoltre che le dogane vietnamite potrebbero valutare un canale sicuro per le informazioni riservate, potenzialmente attraverso lo Sportello unico nazionale, che consentirebbe ai fornitori esteri di trasmettere direttamente alle dogane i dati sensibili sulla composizione senza divulgare agli importatori le formule complete. Si tratta tuttavia di un approccio raccomandato e non di un meccanismo adottato.
Impatto e indicazioni operative per le imprese multinazionali
Esaminare i prodotti che potrebbero attirare l’attenzione delle dogane
Le aziende dovrebbero individuare i prodotti che potrebbero richiedere un esame documentale più approfondito, tra cui:
Miscele chimiche;
Formulazioni proprietarie;
Prodotti con informazioni incomplete sulla composizione nella SDS/MSDS;
Prodotti che coinvolgono sostanze chimiche sottoposte a controllo o rischi legati a precursori di stupefacenti;
Prodotti importati attraverso uffici doganali noti per applicare prassi di verifica più rigorose.
Predisporre un solido pacchetto di documentazione tecnica
Gli importatori e i fornitori esteri dovrebbero predisporre la documentazione necessaria a supportare la verifica doganale, ove richiesta, come ad esempio:
SDS/MSDS;
Dichiarazione della composizione del prodotto;
Numeri CAS, ove disponibili;
Intervalli di concentrazione o dati sulla composizione esatta, ove possibile divulgare tali informazioni;
Scheda delle specifiche del prodotto;
Descrizione dell’uso previsto;
Risultati dello screening relativo a sostanze chimiche sottoposte a controllo o precursori di stupefacenti;
Spiegazione delle rivendicazioni relative alle informazioni aziendali riservate.
Stabilire un protocollo per la divulgazione riservata
Quando i dati completi sulla composizione sono commercialmente sensibili, le aziende dovrebbero definire in anticipo:
Quali informazioni possono essere condivise con l’importatore locale;
Quali informazioni dovrebbero essere trasmesse esclusivamente alle autorità competenti;
Se è possibile utilizzare documenti sigillati, ad accesso limitato o riservati;
Come documentare le rivendicazioni relative ai segreti commerciali;
Chi risponderà a ulteriori richieste di informazioni da parte della dogana.
Coordinarsi con gli importatori vietnamiti prima della dichiarazione doganale
I fornitori esteri non dovrebbero presumere che una SDS/MSDS standard sia sempre sufficiente per lo sdoganamento in Vietnam. Prima della spedizione, le aziende dovrebbero confermare con gli importatori locali:
Punto di ingresso;
Classificazione del prodotto;
Stato applicabile ai fini del controllo delle sostanze chimiche;
Se la dogana locale ha richiesto informazioni sul 100% dei componenti;
Se prima della dichiarazione potrebbero essere necessari ulteriori documenti.
Monitorare ulteriori indicazioni da parte della dogana vietnamita
Poiché la GDVC sta esaminando le prassi di attuazione locali, le aziende dovrebbero monitorare attentamente l’eventuale emissione da parte del Vietnam di indicazioni uniformi sulle dichiarazioni di importazione delle sostanze chimiche. I futuri chiarimenti potrebbero determinare se la comunicazione completa dei componenti resterà limitata a determinate prassi locali o sarà indirizzata più chiaramente alle sostanze chimiche ad alto rischio e alle sostanze soggette a controllo.
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GHS globale / SDS/MSDS revisione e analisi delle lacune;
numero di registro CAS e supporto per la dichiarazione dei componenti;
Trasporto di merci pericolose (TDG) classificazione e screening;
revisione della documentazione di importazione per lo sdoganamento in Vietnam;
strategia di protezione delle informazioni commerciali riservate;
supporto nella comunicazione con gli importatori locali e gli stakeholder normativi;
monitoraggio della normativa sulle sostanze chimiche nell’area APAC.
Se la vostra azienda esporta sostanze chimiche, miscele o formulazioni proprietarie in Vietnam, una revisione tempestiva della documentazione può contribuire a ridurre i ritardi doganali e a proteggere i dati riservati sulla formulazione.
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