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L’India potrebbe introdurre la certificazione BIS obbligatoria per i cosmetici: cosa devono sapere i marchi globali

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L’India si prepara a rafforzare il controllo della qualità nel suo mercato dei prodotti di bellezza e per la cura della persona (BPC), in rapida espansione. Secondo un recente articolo dell’Economic Times, il governo indiano sta valutando l’aggiunta dei cosmetici all’elenco dei prodotti che richiedono la certificazione obbligatoria dell’ufficio di normazione dell’India (BIS). Se attuata, questa misura si applicherà sia ai prodotti cosmetici fabbricati internamente sia a quelli importati.

Perché l’India sta promuovendo la certificazione BIS per i cosmetici?

Il settore BPC dell’India ha registrato una crescita significativa, passando da USD 21 miliardi a USD 34 miliardi negli ultimi anni. Poiché le previsioni indicano una continua espansione fino al 2028, l’India è ora uno dei mercati cosmetici in più rapida crescita al mondo. Tuttavia, l’afflusso di prodotti scadenti e a basso costo, soprattutto attraverso le importazioni, ha sollevato serie preoccupazioni in merito alla sicurezza dei consumatori e alla qualità dei prodotti.

Per mitigare tali rischi e migliorare gli standard di mercato, il governo indiano intende introdurre la certificazione BIS come misura obbligatoria di garanzia della qualità. Si prevede che questo cambiamento rafforzi la fiducia dei consumatori e aumenti la competitività complessiva del settore cosmetico indiano.

Principali cambiamenti normativi per le imprese cosmetiche

Cambiamento dell’autorità di regolamentazione

In base alle modifiche proposte, la supervisione normativa dei cosmetici passerà dall’Organizzazione centrale per il controllo degli standard dei farmaci (CDSCO) verso l’ufficio di normazione dell’India (BIS). Tutti i prodotti venduti sul mercato indiano dovrebbero essere conformi ai provvedimenti sul controllo della qualità (QCOs) emanati dal BIS, garantendo il rispetto dei parametri di sicurezza e prestazione.

Integrazione con le norme esistenti

Le parti interessate del settore hanno espresso preoccupazioni riguardo a una possibile sovrapposizione tra i nuovi requisiti BIS e le norme sui cosmetici del 2020 già in vigore. È essenziale una chiara distinzione tra la regolamentazione dei cosmetici e quella dei prodotti farmaceutici, al fine di evitare ridondanze normative e ritardi nel lancio dei prodotti.

Risposte strategiche dei marchi globali

Le principali aziende multinazionali, come Hindustan Unilever (HUL) e L’Oréal, stanno già valutando le implicazioni dell’obbligo proposto. Gli esperti del settore invitano i responsabili politici a considerare l’impatto sull’innovazione e sul tempo di immissione sul mercato dei nuovi prodotti, sostenendo una strategia di attuazione equilibrata che mantenga il rigore normativo senza soffocare la crescita.

Risorse per la pianificazione della conformità

Per aiutare le imprese ad adattarsi ai potenziali cambiamenti normativi, strumenti come il database Reach24H CHEMCHECK offrono un accesso completo agli standard BIS, tra cui:

  • Standard indiani

  • Date di entrata in vigore dell’applicazione obbligatoria

  • Documenti originali degli standard

  • Versioni tradotte per una più facile comprensione

Queste risorse possono aiutare le aziende cosmetiche a pianificare proattivamente la conformità, evitando interruzioni una volta entrate in vigore le nuove norme.

La preparazione tempestiva è fondamentale

REACH24H suggerisce che il piano di certificazione BIS potrebbe ricalcare i precedenti mandati QCO dell’India per le sostanze chimiche, la cui improvvisa attuazione ha comportato adeguamenti diffusi nel settore. Di recente, il Dipartimento delle Sostanze chimiche e dei Prodotti petrolchimici (DCPC) ha concesso proroghe per alcune scadenze dei QCO relativi alle sostanze chimiche, offrendo alle imprese ulteriore tempo per conformarsi. Un approccio analogo e graduale per i cosmetici contribuirebbe ad agevolare la transizione.