Notizie e approfondimenti di settore

Alimenti

L'Indonesia introduce il Regolamento BPJPH n. 3 del 2026 sui requisiti di etichettatura non halal

Aggiornato il

L’Agenzia organizzativa per la garanzia dei prodotti halal (Badan Penyelenggara Jaminan Produk Halal – BPJPH) ha emanato il Regolamento BPJPH n. 3 del 2026 sulla forma e sulle procedure per l’esposizione delle informazioni relative ai prodotti non halal, stabilendo requisiti standardizzati per determinare se un prodotto debba recare una dicitura di carattere non halal e come tali informazioni debbano essere formattate ed esposte.

Il regolamento è stato emanato il 13 luglio 2026 ed è diventato efficace al momento della promulgazione, prevedendo un periodo transitorio di 12 mesi per i prodotti già in circolazione in Indonesia.

BPJPH sottolinea: Le aziende che esportano in Indonesia e le imprese che commercializzano già prodotti nel Paese devono determinare se i propri prodotti richiedono una dicitura di carattere non halal e garantire la conformità al nuovo formato dell’etichetta entro il periodo transitorio di 12 mesi.

Mentre l’Indonesia continua ad attuare il proprio sistema obbligatorio di certificazione halal, il governo ha introdotto questo nuovo regolamento per standardizzare le modalità di identificazione, sul mercato indonesiano, dei prodotti non halal. Il regolamento rappresenta inoltre l’attuazione formale del progetto di regolamento sull’etichettatura delle informazioni relative ai prodotti non halal notificato all’OMC, pubblicato nel febbraio 2026, che proponeva etichette standardizzate per i prodotti non halal che non possono ottenere la certificazione halal o che sono fabbricati utilizzando ingredienti o processi produttivi non halal.

Punti salienti del Regolamento BPJPH n. 3 del 2026

Il regolamento introduce tre modifiche fondamentali che i produttori esteri e le imprese locali dovrebbero comprendere prima di immettere i prodotti sul mercato indonesiano.

Le imprese determinano se un prodotto richiede un’etichetta di carattere non halal

A differenza della certificazione halal, che richiede una valutazione nell’ambito del processo di certificazione halal, la determinazione del fatto che un prodotto richieda la dichiarazione del carattere non halal viene effettuata autonomamente dall’operatore economico sulla base dei criteri specificati nel regolamento.

La determinazione può basarsi su:

  • le caratteristiche degli ingredienti del prodotto; e/o

  • il processo produttivo non conforme al Sistema di garanzia dei prodotti halal (SJPH) dell’Indonesia.

Ciò significa che le imprese sono tenute a valutare i propri prodotti prima di immetterli sul mercato indonesiano e a garantire l’esposizione delle informazioni appropriate relative al carattere non halal ove richiesto.

Criteri dettagliati per la determinazione dei prodotti non halal

Per fornire maggiore certezza normativa, il Regolamento BPJPH n. 3 del 2026 stabilisce criteri dettagliati per determinare quando un prodotto debba essere classificato come non halal. La valutazione si basa su due aspetti fondamentali: gli ingredienti utilizzati e il processo produttivo.

Criteri basati sugli ingredienti

A un prodotto può essere richiesto di esporre l’Informazione relativa ai prodotti non halal se contiene ingredienti derivati da fonti vietate, tra cui:

  • fonti animali;

  • fonti vegetali;

  • contenenti alcol;

  • microrganismi;

  • materiali prodotti mediante processi di ingegneria chimica, biologica o genetica;

  • parti del corpo umano; oppure

  • materiali najis (impuri) o mutanajis (contaminati).

Il regolamento fornisce inoltre classificazioni dettagliate per ciascuna categoria. Ad esempio, gli ingredienti derivati dalla carcassa di un animale altrimenti halal sono comunque considerati non halal se l’animale muore senza essere stato macellato in conformità ai requisiti islamici. Ciò include gli animali morti per strangolamento (al-munkhaniqah), per percosse (al-mawquzah), a causa di una caduta (al-mutaraddiyah) o per incornata (al-nathihah). Queste disposizioni si applicano anche ad animali generalmente considerati halal, quali bovini, bufali, cammelli, capre, cavalli, polli, anatre, ecc.

Criteri relativi al processo produttivo

Un prodotto può inoltre essere classificato come non halal se il suo processo produttivo non è conforme al Sistema di garanzia dei prodotti halal (SJPH). Ciò include i casi in cui gli impianti di produzione, le attrezzature, le aree di stoccaggio, il confezionamento, la distribuzione o i processi di somministrazione entrano in contatto con materiali vietati, impuri (najis) o contaminati (mutanajis), oppure ne risultano contaminati.

Ad esempio, un prodotto può essere classificato come non halal se gli impianti o le attrezzature di produzione utilizzati per i prodotti halal entrano in contatto con materiali vietati, impuri (najis) o contaminati (mutanajis) e non vengono successivamente puliti in conformità ai requisiti del Sistema di garanzia dei prodotti halal (SJPH). La non conformità può verificarsi durante la lavorazione, lo stoccaggio, il confezionamento, la distribuzione, la vendita o la somministrazione, qualora il contatto o la contaminazione crociata con materiali vietati non siano adeguatamente prevenuti.

Stabilendo criteri completi che coprono sia gli ingredienti sia i processi produttivi, il regolamento fornisce alle imprese un quadro più chiaro per determinare se i propri prodotti debbano esporre l’Informazione relativa ai prodotti non halal prima di essere commercializzati in Indonesia.

Etichette non halal standardizzate

Uno degli sviluppi fondamentali del regolamento è l’introduzione di etichette non halal standardizzate, da utilizzare in tutta l’Indonesia. Il regolamento distingue tra i prodotti contenenti carne di maiale e i prodotti non halal per altri motivi.

I prodotti contenenti carne di maiale o ingredienti derivati dal maiale devono recare la dicitura "MENGANDUNG BABI" (Contiene carne di maiale) insieme al simbolo di un maiale all’interno di un riquadro rettangolare rosso con sfondo bianco.

Contiene carne di maiale

I prodotti contenenti altri ingredienti vietati o ottenuti mediante processi produttivi non conformi devono recare la dicitura "NON HALAL" all’interno di un riquadro rettangolare rosso standardizzato con sfondo bianco.

non halal

Il regolamento specifica inoltre requisiti tecnici di progettazione, tra cui tipografia, codici colore e aspetto visivo, per garantire la coerenza di tutti i prodotti commercializzati in Indonesia.

Requisiti relativi al posizionamento dell’etichetta

Oltre a specificare il formato dell’etichetta, il Regolamento BPJPH n. 3 del 2026 stabilisce norme dettagliate su dove e come debbano essere esposte le informazioni relative al carattere non halal.

L’etichetta può essere apposta su:

  • la confezione del prodotto;

  • una parte specifica del prodotto; oppure

  • un’altra posizione designata sul prodotto.

Quando viene utilizzata una confezione, le informazioni devono figurare sulla confezione più esterna ricevuta dai consumatori.

Il regolamento richiede inoltre che l’etichetta:

  • sia esposta in proporzione;

  • sia collocata in una posizione chiaramente visibile e facilmente leggibile;

  • non sia ostruita da elementi grafici o dal design della confezione; e

  • sia permanente e non facilmente rimovibile o danneggiabile.

Per i prodotti con spazio limitato sulla confezione, come i prodotti di consumo di piccole dimensioni, le imprese possono utilizzare metodi alternativi consentiti dal regolamento per garantire che le informazioni richieste rimangano visibili ai consumatori.

Requisiti aggiuntivi per i prodotti sfusi

Il regolamento introduce inoltre requisiti specifici per i prodotti venduti sfusi anziché in confezioni per la vendita al dettaglio.

In tali casi, le imprese devono esporre le informazioni richieste relative al carattere non halal su contenitori, distributori o altra segnaletica visibile. Inoltre, devono conservare la documentazione giustificativa rilasciata dal produttore del materiale, come diagrammi di flusso della produzione, composizione del prodotto, Certificati di analisi (CoA), dichiarazioni o documenti equivalenti che dimostrino che il prodotto contiene materiali vietati o è ottenuto mediante un processo produttivo non conforme. Le imprese sono responsabili di garantire l’autenticità e la validità di tali documenti giustificativi.

Cosa devono fare le imprese?

Con i nuovi requisiti di etichettatura non halal ormai in vigore, i produttori esteri che esportano prodotti in Indonesia, così come le imprese che già commercializzano in Indonesia prodotti conformi ai criteri di non halal, dovrebbero iniziare a valutare se i propri prodotti siano soggetti ai nuovi requisiti e adottare le misure necessarie per garantire la conformità.

Si consiglia alle imprese di:

  • valutare se i propri prodotti contengano ingredienti vietati o siano fabbricati mediante processi produttivi non conformi al Sistema di garanzia dei prodotti halal (SJPH);

  • determinare se i loro prodotti sono esenti dalla certificazione halal obbligatoria, ma devono riportare le Informazioni non halal;

  • verificare l’imballaggio dei prodotti per garantire che la dicitura, il design, il colore e il posizionamento prescritti per i prodotti non halal siano conformi al Regolamento BPJPH n. 3 del 2026;

  • predisporre la documentazione tecnica di supporto per i prodotti forniti sfusi, inclusi diagrammi di flusso della produzione, composizione del prodotto, Certificati di analisi (CoA) o documenti equivalenti, ove richiesto;

  • sfruttare il periodo di transizione di 12 mesi per aggiornare l’imballaggio e le procedure interne di conformità relative ai prodotti già commercializzati in Indonesia;

Conclusione

Il Regolamento BPJPH n. 3 del 2026 rappresenta un’ulteriore tappa significativa nell’attuazione del quadro indonesiano di garanzia dei prodotti halal. Anziché ampliare l’ambito di applicazione della certificazione halal obbligatoria, il regolamento stabilisce criteri standardizzati e requisiti tecnici per determinare e riportare le Informazioni non halal, garantendo alle imprese maggiore certezza giuridica e migliorando la trasparenza per i consumatori.

Per i produttori esteri e le imprese che già commercializzano prodotti in Indonesia, la conformità non si limita più a determinare se un prodotto è halal o non halal. Le aziende dovrebbero valutare se i loro prodotti rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento, garantire che i prodotti non halal siano correttamente etichettati e corredati della documentazione richiesta, e aggiornare l’imballaggio dei prodotti entro il periodo di transizione applicabile.

Sebbene il regolamento sia già giuridicamente in vigore, si prevede che il BPJPH svolga attività di sensibilizzazione come ulteriore orientamento e ampliamento della comunicazione al pubblico. Le imprese dovrebbero pertanto continuare a monitorare gli sviluppi normativi, adottando nel contempo misure proattive per conformarsi ai nuovi requisiti. Una preparazione tempestiva contribuirà a ridurre al minimo i rischi di non conformità, evitare potenziali sanzioni amministrative e garantire il mantenimento dell’accesso al mercato indonesiano.

Avete bisogno di supporto professionale per la conformità halal e alimentare?

I nostri esperti in conformità alimentare in Indonesia sono pronti ad aiutarvi a valutare se i vostri prodotti richiedono un’etichettatura non halal ai sensi del Regolamento BPJPH n. 3 del 2026, ad aggiornare il vostro imballaggio e a mantenere la piena conformità ai requisiti indonesiani in materia di garanzia dei prodotti.

Email: customer@reach24h.com

Arsy Asyafra Nabila

Scritto da

Arsy Asyafra Nabila - Specialista normativa di REACH24H Indonesia

Arsy Asyafra Nabila è una specialista normativa esperta, con una solida esperienza nel garantire la conformità a regolamenti e leggi. Vanta un’ampia competenza in materia di conformità normativa, registrazione dei prodotti, aggiornamenti normativi e gestione dei progetti. In qualità di farmacista abilitata in Indonesia, Arsy ha lavorato in diversi settori, tra cui quello farmaceutico e cosmetico, e attualmente opera nel settore alimentare. La sua esperienza comprende la gestione di prodotti ASEAN, principalmente provenienti da Corea e Giappone, nonché di importazioni non ASEAN da Paesi come l’UE e gli Stati Uniti. Attualmente, Arsy si occupa della conformità di cosmetici e alimenti, mettendo a frutto la sua esperienza negli affari normativi e nei rapporti con le autorità governative per garantire un agevole accesso al mercato e la conformità di vari prodotti.